lunedì 18 gennaio 2010

Memorie dell'Amelia

Mio nonno è diventato vedovo molto presto. Al pollice porto la sua fede, c’è scritto “27.XII.1937”. Nel 1939 è nata la mia mamma, quindi nel ’40, richiamato al suo dovere dalla Patria in guerra, partì per l’Africa. La leggenda narra che abbia combattuto un giorno. Quindi dalla sabbia africana sia stato portato in India. Ha visto l’Everest ed è diventato un campione a dama. E’ tornato a casa nel ’46. Nel ’48 sono nate le sorelle gemelle della mia mamma. Nel ’50 la nonna piemontese è morta. Formalmente gli anni di matrimonio sono stati 12, effettivi 4 e mezzo.

All’epoca usava che le ragazze delle famiglie povere e numerose, dalle montagne venissero a servizio in città. Non che la mia famiglia fosse particolarmente abbiente, ma vitto e alloggio erano garantiti e in casa c'era bisogno di una mano. Arrivò l’Amelia: parlava per aneddoti e faceva un pollo arrosto spettacoloso.

“In paese c’era una famiglia con tanti figli: il primo si chiamava Primo, il secondo Secondo, poi la Maria, quella non manca mai. Dopo Sesto e Settimo, nacque una bambina. La chiamarono Finimola

“In paese c’era uno tipo che andava sempre in bicicletta ed era sempre ubriaco fradicio. Un giorno cadde in un fosso e da lì per attirare l’attenzione iniziò ad urlare: “Son Felice, nel bottino!!! Son Felice, nel bottino!!!”. I suoi concittadini, montanari di confine ma con il gene toscano gli rispondevano:”se sei felice allora restaci””

“In paese c’era un ragazzino che si chiamava Saverio, l’era tanto birbante e combinava un sacco di marachelle. La sua mamma però gli voleva bene, e allora gli diceva: “via Saverio, se tu mi ritrovi il mestolo per la polenta che non mi riesce di trovare allora ti perdono”. E Saverio “cercava, cercava” e dopo un po’ arrivava con il mestolo, che prima aveva nascosto. Allora la mamma gli diceva: ”hai visto, meno male che tu ci sei te, che tu mi trovi sempre tutto”.

“In paese c’era un uomo che si chiamava Minutino. Perché non aveva voglia di lavorare e quando gli chiedevano di fare qualcosa rispondeva sempre: “ora lo fo, aspetta un minutino … voglia di lavorà saltami addosso””

Montepiano, poggio e piano, acqua pendente, bello il paese ma brutta la gente”.

3 commenti:

  1. bella l'Amelia!
    assomiglia alla mia nonna, solo che lei parlava per proverbi e faceva la pomarola più buona del mondo...

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  2. e ti diceva di non fare malestri?

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  3. No, ma avevo un altro nonno che diceva: "Essi bona! come diceva Natale" (le due frasi erano inscindibili)
    Lei invece mi ha insegnato che la casa nasconde ma non ruba, che chi non ha testa è bene abbia gambe e che fritta l'è bona anche una ciabatta...

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