venerdì 30 aprile 2010

Insonnia Creativa vs Incoscienza Felice

"Di tutti i piaceri che lentamente mi abbandonano, uno dei più preziosi, e più comuni al tempo stesso, è il sonno. Qui, come in altre cose, il piacere e l'arte consistono nell'abbandonarsi deliberatamente a quest'incoscienza felice, nell'accettare di esser sottilmente più deboli, più pesanti, più leggeri, più vaghi dell'essere nostro"

Lo ha scritto Marguerite Yourcenar nel 1951 (Le memorie di Adriano). E io per questo la invidio.

Quella che ho sostenuto essere la dote di Cicciobello, come lo distendi si chiudono gli occhi, non ha mai riscosso particolare fortuna tra amici e fidanzati ma tante simpatiche battute, che non vi sto a enunciare.

Stasera 30 aprile a Firenze ci sarà la notte bianca che hanno chiamato per l'occasione Insonnia Creativa. Già la parola insonnia difficilmente è compatibile con la mia persona con l’aggiunta dell’aggettivo creativo poi fa percorrere il mio corpo da palpiti e sussulti irrefrenabili. Il fatto che per tutta la notte tante persone decidano intenzionalmente di non dormire, mi può al massimo dispiacere per loro, ma il fatto che saranno anche creativi mi terrorizza. Soprattutto non riesce a venirmi in mente niente di veramente creativo da fare per strada, in compagnia, alle tre di notte e che non rompa i coglioni a quelli che vorrebbero altrettanto deliberatamente abbandonarsi all’incoscienza felice.

venerdì 23 aprile 2010

Resistenza Ascoltata


C'è che io queste ragazze e ragazzi li conosco appena, se così si può dire di persone a cui ho chiesto e che mi hanno dato la loro "amicizia" (e viceversa) su un social network. Però poi mi trovo con loro a parlare di molte cose, quasi tutti i giorni. E così leggendo e scrivendo uno parla di idee e l'altro dice anch'io e poi anch'io e anch'io e viene fuori questo. Che si intitola Schegge di Liberazione. Che è bello che fa piangere.

Perché sono pezzetti di resistenza ascoltata, nel corso della nostra resistenza quotidiana.

C'è che io queste ragazze e questi ragazzi li conosco appena, ma li bacerei tutti.

mercoledì 7 aprile 2010

Della dignità del foglio bianco

Se fossi un foglio bianco, vorrei restare tale. Avrei un certo fastidio delle persone che mi volessero imbrattare a tutti i costi. Perché sembrerebbe questo l’unico scopo. Spremere le meningi anche di fronte al vuoto assoluto solo per togliermi la dignità.

Godrei dell’imbarazzo che potrei causare. E infatti godo.
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